IL VIAGGIO MISTICO DELLA TELECASTER DI JIMMY PAGE

A Whole Lotta Love

Quando nel 1969 la radio iniziò a trasmettere il riff di apertura di "Good Times Bad Times" dei Led Zeppelin, tutto cambiò. Jimmy Page modificò il corso della musica pop con una sola chitarra: la sua Fender Telecaster del 1959. Progettata in collaborazione con Page e costruita a Corona, California, la Fender Jimmy Page Telecaster è un omaggio a quello strumento leggendario, che ha dato vita ad alcuni dei riff più emblematici del XX secolo.

Features


MANICO JIMMY PAGE PERSONALIZZATO

Abbiamo ricreato il profilo del manico veloce e scorrevole della Telecaster originale di Page, usurato da decenni di musica, e l'abbiamo completato con una tastiera da 7,25" fedele alle specifiche del periodo.

PICKUP JIMMY PAGE PERSONALIZZATI

Progettati per fornire un timbro Fender autentico, i pickup Jimmy Page Custom Tele® ’59 producono il timbro incendiario e pieno che ha ispirato tutti gli indimenticabili brani del primo album dei Led Zeppelin.

SPECCHI ROTONDI

Abbiamo incluso otto specchi rotondi nella custodia, un tributo al trattamento cosmetico personalizzato applicato da Page alla chitarra all'inizio del 1967, lasciando a voi la scelta di dove montarli.

RIFLESSIONE SU UNA LEGGENDA


Prima che la famosa Telecaster con il drago dipinto di Jimmy Page assumesse la forma della mitica bestia volteggiante, aveva un aspetto completamente diverso, quello che ispirò i riff emblematici e tipici del genere degli Yardbirds e dei Led Zeppelin.

Nelle mani del suo proprietario precedente, il vecchio amico di Page e compagno di band degli Yardbirds, Jeff Beck, questa speciale Tele vantava una finitura White Blonde, un manico in acero e una tastiera in palissandro. Esemplare molto apprezzato del parco strumenti di Beck, la suonò spesso durante la sua militanza negli Yardbirds degli anni 1965-66, alla quale arrivò grazie a Page, che lo appoggiò per prendere il posto di Eric Clapton dopo la sua uscita dalla band.

Beck pensò che fosse importante riconoscere il ruolo chiave avuto da Page nel lanciare la sua carriera.

“All'epoca vivevo ancora con i miei genitori a Epsom”, racconta Page. “Guardai fuori dalla finestra e vidi fermarsi una Corvette Stingray blu da cui vidi uscire Jeff con in mano questa chitarra. Veniva sempre per suonare insieme, invece bussò alla porta e disse: "Tieni, questa è tua".

Mi diede la Telecaster che utilizzava e disse: "Questa è tua per avermi fatto entrare negli Yardbirds". Rimasi davvero molto colpito da quel gesto”.

Page avrebbe presto raggiunto Beck negli Yardbirds al basso, per poi sostituirlo alla chitarra quando questi lasciò il gruppo nel 1966.

Quando la Telecaster fu nelle sue mani, Page decise di personalizzarla aggiungendo otto specchi circolari sul corpo, ispirandosi alla moda e alle tendenze artistiche degli anni ‘60.

Gli specchi, che vennero applicati nel febbraio del 1967, non solo diedero alla Tele un feel cinetico, ma permisero anche a Page di manipolare le luci del palco attorno a sé nel corso dei due anni di militanza con gli Yardbirds.

“Arrivai al punto in cui volevo consacrare questa chitarra e renderla davvero mia”, racconta Page. “Suonando con gli Yardbirds, stavo costruendo la mia identità nel gruppo. Provai ad applicarle degli specchi, per poterla utilizzare in modo ottico con le luci e far luccicare gli specchi sulle persone mentre suonavo.

“Mi divertivo a cercare di angolare la luce riflessa dallo strumento”.

La Telecaster fu immediatamente riconoscibile per i suoi specchi, per non parlare dei suoi riff brucianti, durante gli ultimi anni degli Yardbirds prima che Page, nel 1967, li togliesse e verniciasse a mano la chitarra disegnandovi un drago mitico.

La magia comunque rimase: questa leggendaria Tele divenne la chitarra di riferimento di Page e fu lo strumento principale da lui utilizzato con i Led Zeppelin I.

“Sostanzialmente, questa chitarra passa dagli Yardbirds ai Led Zeppelin relativamente illesa, ed è la chitarra che contraddistingue Led Zeppelin I”, afferma Page. “In un certo senso, è come se fosse nata una Excalibur destinata ad arrivare fino in fondo.

“Era scritto nelle stelle che il gruppo decidesse di dividersi, e che decidessi di formare la mia band. Aveva un cammino da fare, così come l'avevo anch’io”.